Progettazione di una linea per la produzione di semilavorati per minestroni

Lavorare su un progetto per una linea “chiavi in mano” è sempre stimolante, perchè ci costringe ad utilizzare la nostra creatività; il più delle volte non si parte infatti da un “foglio bianco”, ma vi sono ben precisi vincoli da rispettare, quali ad esempio la convivenza con linee preesistenti o spazi limitati.
Ci si può quindi trovare di fronte alla richiesta di ottimizzare il processo produttivo, attraverso l’integrazione di nuovi macchinari con altri già presenti, ma che si vuole rendere più efficienti.

Recentemente ci ha contattati una azienda Spagnola di livello internazionale, richiedendoci la progettazione di una linea di lavorazione per vegetali, finalizzata alla produzione di semilavorati per minestroni.

L’azienda era solita approvvigionarsi esternamente ma, la crescita della domanda, l’aumento dei prezzi di approvvigionamernto, e la necessità di controllare la qualità, hanno convinto il management a dotarsi di una linea (in realtà sono più di una) per lavorare tutti i vegetali necessari alla preparazione del minestrone: dalle cipolle alle carote, dalle patate ai porri e alle zucchine, oltre che le zucche, i peperoni, il sedano ed altri prodotti in quantità minore.

Si è trattato di un progetto di notevoli dimensioni, con 3 vincoli fondamentali:

  • il budget
  • gli spazi a disposizione
  • le tempistiche di realizzazione

Se il terzo vincolo non rappresentava un problema, perchè consentiva tempo sufficiente per la progettazione e la costruizione, gli altri 2 erano più stringenti.
Il budget, pur di valore assoluto significativo, era comunque contenuto in relazione all’entità del progetto; altrettanto limitato era lo spazio a disposizione, per cui necessitava accorpare quanto più possibile le diverse lavorazioni. Lavorazioni che, in quasi tutti i casi, risultavano specifiche per ogni prodotto, perchè la pelatrice per cipolle può fare solo quello, così come quella per le zucche o per i porri, e così via.

Dopo una fase iniziale di brainstorming del nostro team di sviluppo, abbiamo coinvolto i progettisti dei nostri partner tecnologici, alla ricerca di qualsiasi soluzione che consentisse di ridurre il numero dei macchinari necessari per lo scopo del progetto: questo per rientrare nel budget così come negli spazi a disposizione.

La chiave di volta si è rivelata essere un un nuovo modello di pelatrice per cipolle, ad abrasione (soluzione valida solo qualora le cipolle vadano poi tagliate, come in questo caso). Questo ci ha consentito di accorpare, tramite dei bypass, la linea di cipolle, carote, patate e rape; inoltre nella fase di cubettatura e taglio son stati fatti convergere anche gli altri prodotti, ad esclusione della zucca, che deve per forza essere tagliata in un modo differente, per ottenere un taglio di qualità.

Alla fase di consulenza ingegneristica è poi seguita quella di intermediazione, finalizzata alla fornitura dei macchinari, provenienti da svariati costruttori, necessari per l’implementazione della linea.