Come migliorare la conservazione delle patate (e delle cipolle) grazie alla digitalizzazione

Conservare le patate è una scienza e, in quanto tale, non lascia posto all’improvvisazione.

Al fine di massimizzare la durata, minimizzare la perdita di peso, e preservare questo tubero dall’insorgere di malattie durante il magazzinaggio, è fondamentale conoscerne le caratteristiche (non solo quelle generali, ma anche quelle di ogni specifica varietà); è però altrettanto importante monitorare parametri, quali temperatura e grado di umidità, dell’ambiente in cui esse vengono conservate.

Oggigiorno, sia il monitoraggio di questi parametri che le regolazioni che si devono apportare, possono essere effettuati in remoto.

Infatti, seguendo il trend che sta diffondendosi in tutti i settori industriali, anche la conservazione delle patate (e delle cipolle) sta vivendo una fase di digitalizzazione.

Oggi diamo per assodato che chi legge abbia quanto meno le conoscenze di base che regolano la conservazione delle patate, e ci focalizziamo su cosa significhi digitalizzare i dati di conservazione e quali vantaggi introduca.

Come migliorare la conservazione delle patate (e delle cipolle) grazie alla digitalizzazione

Attualmente la tecnologia è di considerevole aiuto in tutti gli ambiti produttivi, persino in settori tradizionalmente più conservativi quali quelli legati al mondo agricolo e, nella fattispecie, quello della conservazione delle patate (e delle cipolle).

Ma in concreto, in che modo ci viene in aiuto la tecnologia?

Fino a pochi anni il responsabile del magazzino era tenuto a conoscere in prima persona tutti i parametri di conservazione e li doveva continuamente monitorare e modificare ogni qualvolta si verificava uno scostamento di umidità o di temperatura dai valori fissati; oggi è possibile effettuare tutte queste operazioni digitalmente.

Si impostano preliminarmente i valori desiderati e si monitora che rimangano entro un range di tollerabilità, tramite degli alert che permettono di essere avvisati in tempo reale quando un parametro si discosta dai valori impostati; è così possibile intervenire da remoto affinché vengano ripristinate le condizioni desiderate.

Ciò significa che un tablet ed una connessione ad internet sono sufficienti per essere sempre informati sullo stato di conservazione delle nostre patate, senza magari neppure vederle per settimane o mesi.

Detto così sembra semplice, non è vero? Ed in effetti lo è!

Certamente la conoscenza di base del prodotto e di come conservarlo deve essere a cura del fornitore di sistemi di stoccaggio; per patate e cipolle io consiglio sempre i sistemi a ventilazione olandesi: ottimizzando temperatura e umidità, interna ed esterna, minimizzano il ricorso ai gruppi freddo e permettono di avere un lungo periodo di conservazione (fino ad 8-9 mesi).

Pertanto, una volta stabiliti i suddetti parametri, grazie al sistema di digitalizzazione vengono inseriti i valori che devono essere mantenuti in ogni fase della conservazione e, quando si verifica una variazione di uno si essi, il programma automaticamente ripristina le condizioni ottimali, senza che vi sia la necessità di recarsi in loco, ma semplicemente inviando un alert.

La digitalizzazione dei dati sta avvenendo in tutti i settori ed in tutte le attività, perché sono oramai evidenti e conclamati i vantaggi che ne derivano. Si potrebbe quindi essere tentati dal rivolgersi ad un fornitore che ha implementato processi di digitalizzazione al di fuori del settore agroalimentare; anche qui, il mio consiglio è quello di affidarsi a chi, come l’olandese Sercom, ha una provata esperienza specifica, fatta di decine di progetti implementati con magazzini di stoccaggio per patate situati in tutto il mondo.

Alberto

Alberto SgorbatiAlberto Sgorbati


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