Una mappa del mondo che valuta i paesi in base alla sostenibilità dei loro sistemi alimentari

I sistemi alimentari dovranno essere resilienti per resistere agli effetti dei cambiamenti climatici sull’agricoltura. Osservando 20 fattori, i ricercatori hanno ora una visione d’insieme di quali paesi sono maggiormente minacciati.

Ciò che scegliamo di mangiare può influire sui cambiamenti climatici e ciò significa che tutti i fattori coinvolti nell’alimentazione della nostra popolazione in crescita, dall’agricoltura al commercio equo e solidale, dagli sprechi alimentari alla forza lavoro, possono avere un impatto sulla sostenibilità del nostro sistema alimentare. Sono molte le informazioni da tracciare, ma è importante avere una prospettiva generale. E ora siamo più vicini ad essa, grazie ad una mappa creata dall’International Center for Tropical Agriculture (CIAT), che valuta la sostenibilità alimentare per i diversi paesi del mondo.

La mappa non è tanto una classifica dei sistemi alimentari “più” e “meno” sostenibili, afferma Steven Prager, coautore del documento sulla mappa pubblicato su Nature e scienziato del CIAT. Consente piuttosto di avere uno sguardo generale ai sistemi alimentari di tutto il mondo, in modo da poter confrontare ciò che stanno facendo i diversi paesi e capire come sono collegati tutti gli aspetti della sostenibilità alimentare, al fine di poter prendere le migliori decisioni politiche.

Il termine “sistema alimentare” si riferisce all’intera rete di produzione e consumo degli alimenti dall’inizio alla fine, dalla crescita e raccolta alla lavorazione e al confezionamento, dal trasporto e consumo allo smaltimento dei rifiuti alimentari. E sebbene questa ricerca abbia lo scopo di influenzare maggiormente la politica e tenere traccia dei cambiamenti nella sostenibilità dei sistemi alimentari nel tempo, ci sono alcuni aspetti relativi ai sistemi alimentari del mondo che appaiono evidenti da una semplice osservazione della mappa. Innanzitutto, afferma Prager, l’immagine ha chiarito che esiste una dinamica Nord contro Sud, dimostrando che i paesi del Nord hanno attualmente sistemi alimentari molto più sostenibili rispetto a quelli del Sud (sulla mappa, la scala va dal blu al rosso, dove blu mostra alta sostenibilità, mentre grigio significa che non ci sono abbastanza dati).

Ciò si riferisce al suo secondo punto fondamentale, ovvero che non ci sarà una soluzione “unica per tutti” per creare sistemi alimentari sostenibili del futuro a causa della varietà attualmente disponibile. Anche tra i paesi che sono stati confrontati per le loro economie in crescita, come il Brasile, la Russia e l’India, i livelli di sostenibilità variano, e quindi una soluzione valida per aumentare la metrica di sostenibilità di un paese, potrebbe non essere ciò di cui un altro ha bisogno per mantenere il suo livello.

I ricercatori hanno scelto 20 indicatori che si adattano a quattro temi: ambiente, economia, sicurezza sociale e sicurezza alimentare. Ciò significa qualsiasi cosa che va dalle emissioni di gas serra nell’agricoltura alle dimensioni della forza lavoro femminile, alla qualità della dieta e ai tassi di obesità. “Se si guardano i sistemi alimentari da un punto di vista tradizionale, spesso sono incentrati sulla produttività: stiamo producendo abbastanza cibo? Le persone ricevono abbastanza calorie?” dice Prager. “Ma la grande sfida è che in realtà questa visione non affronta alcune delle questioni più significative e potenzialmente endemiche”, come se quelle calorie portano all’obesità, oppure cosa sta succedendo con la crescente urbanizzazione.

“Osservando tutte le diverse aree siamo in grado di iniziare a capire quali sistemi alimentari stiano lavorando nell’interesse dell’ambiente, nel creare opportunità economiche, nel migliorare la salute delle persone , e stiano potenzialmente mitigando il cambiamento climatico”. Questa visione ad ampio raggio è necessaria per comprendere veramente i nostri sistemi alimentari e come possono essere influenzati da diverse decisioni politiche.

Questa mappa sarà anche un documento vivente, nel senso che gli indicatori valutati possono essere utilizzati per tracciare i cambiamenti nella sostenibilità del sistema alimentare nel tempo. Tutte queste informazioni potrebbero non solo aiutare ad indirizzare le future politiche sulla sostenibilità degli alimenti, ma tali politiche potrebbero essere potenzialmente monitorate per vedere se stanno effettivamente avendo un impatto positivo o negativo. Quindi, poiché questa mappa può confrontare i sistemi alimentari in diversi paesi, potremmo prendere ciò che apprendiamo in un posto e applicarlo in un altro. “Se non abbiamo idea di come il sistema alimentare di un Paese sia simile o diverso da quello di un altro Paese, allora non siamo a conoscenza della portabilità di approcci diversi”, afferma ancora Prager.

 

Fonte: Fast Company