Come si automatizza un magazzino di carote

Partiamo da una certezza: l’automazione è qualcosa alla portata di tutti.

Mi capita spesso di sentire clienti che dicono quanto siano belle le soluzioni per l’automazione che offriamo, ma che per loro non siano adatte, sia per una questione di investimenti richiesti sia per quanto riguarda i loro prodotti, che necessitano di essere lavorati a mano, perché questo è quello che i loro committenti richiedono.

Quando poi mostro loro come sia possibile automatizzare con investimenti limitati e al contempo mantendo l’artigianalità del prodotto, si ricredono.

Questo è quanto avvenuto con un cliente che ha un piccolo magazzino di carote. Inizialmente produceva circa 600 kg/h di carote (sfuse, in vassoio e in sacchetto), in aggiunta a prodotti quali il sedano, tutti trattati rigorosamente a mano.

Come si automatizza un magazzino di carote

La sua esigenza era di coprire una richiesta crescente e di passare ad almeno 2 t/h, ma aveva dei grossi problemi in termini di spazio oltre ad avere un budget di spesa limitato.

Per far fronte al secondo vincolo abbiamo lavorato con un’azienda specializzata in finanza agevolata; tra bandi vari e credito d’imposta collegato ad Industria 4.0 si è recuperato il 60% dell’investimento.

A livelli di spazio, inizialmente abbiamo operato considerando quello che sarebbe stato il layout ottimale (senza vincoli di spazio) e tenendo conto degli altri prodotti da lavorare, che necessitavano ach’essi di uno spazio dedicato. Quindi abbiamo valutato i pochi macchinari già in possesso del cliente, tra i quali una lavatrice a tamburo, optando per un revamping degli stessi. Infine, abbiamo analizzato come si sarebbe potuto mantenere il confezionamento manuale, riducendo però il lavoro di selezione delle operatrici. La scelta era tra una selezionatrice ottica e una calibratrice elettronica e, dopo aver analizzato diversi layout, siamo arrivati alla soluzione tecnica ottimale.

La soluzione è stata di inserire dopo la lavatrice un togli pezzi e una calibratrice elettronica a 6 canali, che divide il prodotto per qualità e dimensioni; solo le dimensioni e la qualità premium (adatta ad essere messa in vaschette o sacchetti) vengono inviate ad un banco di confezionamento, mentre tutto ciò che è seconda scelta e lo scarto sono destinati ad altre 2 postazioni, in modo tale da poter gestire con 4 sole operatrici la fase di pesatura/confezionamento. Tale fase si è deciso venga mantenuta momentaneamente semi-automatica (le operatrici riempiono la vaschetta verificandone il peso e poi caricano la vaschetta sulla confezionatrice), questo sia per ragioni di spazio che di budget.

Riducendo la manodopera (da 8 a 4 operatrici) siamo riusciti a triplicare la produttività di questo magazzino, oltre a migliorarne la qualità nella selezione.

In futuro prevediamo di completare la linea con una tramoggia di ricezione e sterratura, una spazzolatrice a rulli e una o due pesatrici multitesta. Ad oggi è stato fatto il massimo consentito dai vincoli di progetto, consentendo inoltre alla realtà del cliente cliente il tempo necessario per adattarsi ad una nuova velocità di lavoro.

Questo articolo lo dedico a tutti coloro che dicono che non si può e che non è possibile o che si è sempre fatto cosi. Oggigiorno questa risposta è sinonimo d’inefficienza e si riflette in una perdita di profitto, il che,e a lungo andare diventa perdita di competitività e uscita dal mercato.

Chiunque ha la possibilità di migliorare e non farlo oggi significa soccombere, perché il mercato non ammette più inefficienze di alcun genere. Non tutti hanno le stesse esigenze o le stesse possibilità, ma negarsi a prescindere la possibilità di valutare come la tecnologia possa venire in aiuto rischia di essere la pietra tombale di ogni attività, soprattutto in settori come il nostro, in cui si ha generalmente a che fare con prodotti “poveri”.

Con questo si chiude il 2019, per me personalmente anno ricco di soddisfazioni, di nuovi progetti in divenire e di vecchi progetti che si sono realizzati. Ci rivediamo dunque a gennaio, con il consueto articolo sulle macchine più interessanti viste nell’anno appena concluso e con i must per il 2020.

Buon Natale e Felice 2020!

Alberto

Alberto SgorbatiAlberto Sgorbati


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