Come cambia l’ortofrutta e come ottimizzare le risorse in epoca di corona virus

Certamente il periodo che stiamo attraversando ha lasciato e lascerà delle cicatrici profonde in ognuno di noi. Nel momento in cui sto scrivendo, non si sa né quando passerà l’emergenza corona virus, né se ritornerà l’anno prossimo; gli esperti si dividono, anche se pare chiaro che non passerà tanto velocemente e i più dicono che anche il prossimo inverno si ripresenterà. Chiaramente sono molteplici gli strascichi che lascerà, sia emotivamente che economicamente.

Tante famiglie ne usciranno devastate a causa della perdita dei propri cari così come tante aziende, piccole o grandi, ne usciranno distrutte a causa della perdita del fatturato. Uno dei pochi settori produttivi che pare non risentirne troppo è quello alimentare; in fin dei conti dobbiamo pur sempre mangiare, magari a casa e non al ristorante, ma continuiamo a cibarci.

Cambiano alcune abitudini alimentari, si consuma di più ciò che è essenziale. Così, a livello di ortofrutta vengono preferiti prodotti “basici” quali patate, cipolle, carote, magari a scapito di altri più di nicchia, quali ad esempio gli asparagi.
Ma non sono tutte rose e fiori… chi ha problemi di personale per raccogliere o per far funzionare gli impianti, chi ha problemi di fornitura di materiali di consumo, chi ha problemi ad esportare per via dei blocchi alle frontiere… è evidente come il modello di business adottato fino ad ora dai più, mostri in questo momento di emergenza tutta la sua fragilità; questo sarà ancora più vero nei mesi a venire, perchè le abitudini cambieranno in modo drastico.

Come cambia l'ortofrutta e come ottimizzare le risorse in epoca di corona virus

E come cambierà il settore della trasformazione ortofrutticola?

Non ho la sfera di cristallo per poter dire se, sul lungo periodo, verranno mantenuti atteggiatemnti etici, ma nel breve sicuramente alcune situazioni muteranno, anzi sono già mutate, ed in particolare:

  • nelle aziende di lavorazione si deve matenere un distanziamento, quindi meno operatori a fronte di volumi sicuramente non diminuiti, anzi spesso aumentati;
  • i consumi si orientano su prodotti locali e con tempi di conservazione più lunghi;
  • aumentano i prodotti “filmati”;

Altre osservazioni si potrebbero fare riguardo ai prodotti di IV gamma: essendoci più tempo a disposizione, i loro consumi stanno calando, anche in virtù del fatto che si va con minor frequenza a fare la spesa. Mi auguro che tutti tornino il prima possibile alla propria occupazione e che anzi ci sarà bisogno di lavorare più a lungo per compensare questo periodo di pausa forzata, il che significherebbe un pronto ritorno ai volumi consueti di prodotti di IV gamma.

Per venire incontro a questi cambiamenti le aziende dovranno rendersi più efficienti, il che offrirà un’opportunità.

Ma come ottimizzare le risorse?

  • Analizzando nel dettaglio i processi e i flussi per efficientarli, riducendo al massimo manipolazioni e movimentazioni inutili o doppie;
  • inserendo tecnologie utili a compensare la mancanza o la riduzione degli operatori presenti nelle sale di lavorazione, o comunque a sostituirli nell’esercizio di mansioni a basso valore aggiunto. Infatti ad oggi sono poche le aziende del settore ortofrutticolo (salvo quelle a livello industriale) dotate di sistemi di questo tipo;
  • praticando l’outsourcing (salvo nel caso di aziende di grandi dimensioni) di servizi legati all’efficientamento, quali contratti di manutenzione programmata e remota, per ridurre al minimo i rischi di fermo macchina, e potervi comunque porre rimedio in tempi brevi, qualora avvengano;
  • digitalizzando le linee di lavorazione per permettere analisi approfondite che facciano emergere eventuali colli di bottiglia o inefficienze;
  • implementando sistemi in linea con le direttive di industria 4.0, per potersi adattare in maniera elastica alle variazioni della domanda e del personale e poter gestire le linee di lavorazione anche in remoto.

Molti penseranno, come si potrà finanziare tutto ciò? Sembrano investimenti riservati a grosse realtà ma cosi non è.
Fortunatamente il settore gode da sempre di un occhio di riguardo da parte delle istituzioni europee per via della sua strategicità; già arrivano e ancora più arriveranno finanziamenti agevolati e a fondo perduto, quindi le occasioni per mettersi al passo ci saranno per tutti. Ed è un’opportunità che va colta senza indugio, perchè se già prima dell’emergenza Covid 19 la mancanza di efficienza dell’azienda generava mancanza di competititvità in certi ambiti e bassa redditività, ancora più lo sarà domani, con il rischio concreto per molti di dover chiudere l’attività. I vantaggi generati da questo tipo di intervento e la possibilità di finanziarli a basso costo rendono questo il momento ideale per intervenire con la certezza, se si opera correttamente, di vedere il tempo di rientro da essi limitato a pochi mesi.

La bufera passerà lasciandosi dietro tanto dolore, facciamo si che questo dolore abbia almeno un senso e non dimentichiamoci tutto dopo poche settimane…

Alberto

Alberto SgorbatiConsulenza di processo


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