Le 4 domande da porsi per la corretta selezione di una pelatrice per patate | Sgorbati Group

Le 4 domande da porsi per la corretta selezione di una pelatrice per patate

Come orientarsi quindi quando ci si approccia all’acquisto di una pelatrice per patate? Ecco le 4 domandi da porsi per fare la scelta migliore.

La pelatrice per patate è una macchina utilizzata per molteplici scopi, tanto che l’offerta presente sul mercato è particolarmente ricca: dai modelli da poche centinaia di euro a quelli da svariate decine di migliaia.

Indicativamente, i modelli possono essere sempre riconducibili a queste tipologie:

  • abrasive o a coltelli
  • a tamburo o a cestello

Come orientarsi quindi quando ci si approccia all’acquisto di una pelatrice per patate?

Ecco le 4 domande a cui rispondere per la corretta selezione di una pelatrice per patate

1. Quante ore a settimana la userò?

Sembrerà ovvio, ma è chiaramente la domanda iniziale da porsi: devo pelare qualche ora a settimana o tutti i giorni? In base all’intensità d’uso dipenderà la scelta tra una pelatrice con caratteristiche industriali, quindi più resistente, ed un modello più “artigianale”, con evidenti vantaggi di costo.

2. Che capacità oraria dovrà avere?

Preferisco lavorare poche ore al giorno con grande quantità o viceversa? Devo lavorare costantemente una produzione fissa? Devo prevedere un aumento potenziale della capacità necessaria?

A seconda della risposta mi orienterò infatti o su una pelatrice a tamburo, più performante e normalmente utilizzata per produzioni più elevate, o su una pelatrice a cestello, che a seconda del diametro del cestello stesso può fare da qualche decine di chili fino a diverse centinaia (soprattutto nel caso di soluzioni con carico e scarico automatici).

3. Che prodotto finito devo ottenere?

Anche se normalmente si usa la pelatrice abrasiva per quasi tutti gli scopi, è anche vero che per le patate di IV gamma la pelatura a coltelli conferisce al prodotto un aspetto più simile a quello di una patata pelata a mano, ed è proprio l’obiettivo che alcuni produttori vogliono raggiungere. Al contrario, chi va a tagliare successivamente il prodotto, normalmente lo pela per abrasione. Anche qui bisogna però distinguere: per le chips di solito (anche se non è una regola) si tende ad usare le pelatrici a cestello perchè non è tanto importante l’uniformità della pelatura stessa, mentre laddove la patata poi non viene tagliata, si privilegia, per grandi quantitativi, la pelatrice a tamburo.

Infine la quarta domanda, che è poi quella essenziale:

4. Quale costruttore scegliere?

Come detto ad inizio articolo, i modelli in commercio sono infiniti e numerosi sono anche i produttori, classificabili in diverse fasce a seconda della robustezza, del prezzo e dell’affidabilità in termini di assistenza. Infatti, sebbene le pela patate siano poco sofisticate e necessitino di poca manutenzione, si tratta pur sempre di macchine e quindi soggette a potenziali problemi. Fare un affare in termini di prezzo, ma poi dover stare fermi per giorni ogni volta che si ha un problema, probabilmente non sarà conveninete.

Generalmente comunque, a parità di affidabilità dell’azienda costruttrice, preferisco orientarmi su pelatrici olandesi, in quanto frutto di maggior esperienza nel campo, quanto meno per le macchine a tamburo. Se si entra invece nel mondo delle pelatrici a cestello, probabilmente la scelta dovrà ricadere su una delle svariate aziende italiane di buon livello che le producono, potendo così contare comunque su una buona macchina ma a un prezzo certamente più contenuto e con un servizio d’assistenza più vicino e quindi rapido ed economico.

Ultimamente sul mercato è disponibile anche una nuova tipologia di pelatrice, ossia a dischi: si tratta di un tunnel, dotato di paratie che fanno avanzare uniformemente le patate, sul cui fondo ci sono dei dischi rotanti che, ricoperti di carborundum (il materiale che conferisce la grana abrasiva) o di coltelli, fanno saltare le patate e le pelano contestualmente. E’ una soluzione interessante ma, a mio avviso, per il momento destinata a prodotti di nicchia; infatti se quel che si cerca è una “normale pelatura”, si hanno svantaggi sia in termini di capacità produttiva (inferiore rispetto ad una macchina a tamburo) che di costo.

Ovviamente questa rapida guida non può ritenersi esaustiva, ma ritengo possa aiutare, soprattutto i neofiti, ad orientarsi meglio nella scelta.

Alberto

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