Nel panorama delle innovazioni agricole, l’agrivoltaico si sta affermando come una delle soluzioni più promettenti per coniugare la produzione agricola con quella energetica. Questo sistema integrato non solo offre benefici ambientali, ma anche economici, aprendo nuove opportunità per il settore della coltivazione e lavorazione dei vegetali. In questo articolo approfondiamo le caratteristiche dell’agrivoltaico, i vantaggi e i recenti incentivi stanziati per la sua integrazione nelle aziende agricole.
L’agrivoltaico è un sistema che combina la produzione agricola con quella di energia solare attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici sui terreni agricoli.
Questa integrazione permette di ottimizzare l’uso del suolo, generando energia rinnovabile senza compromettere la capacità produttiva delle colture. I pannelli possono essere posizionati in modo da non interferire con le attività agricole, spesso rialzati su strutture che permettono il passaggio di macchinari e la crescita delle piante sottostanti.
I benefici dell’installazione di un impianto agrivoltaico nelle coltivazioni sono interessanti e creano le basi per nuove opportunità per le aziende del settore agricolo. Ecco i principali.
Come abbiamo visto, l’agrivoltaico presenta numerosi vantaggi, ma ci sono anche alcuni svantaggi e criticità da considerare. Ecco alcuni dei principali svantaggi:
Il decreto ministeriale sul fotovoltaico in agricoltura ha stanziato oltre 1 miliardo di euro per la realizzazione di “sistemi agrivoltaici avanzati” o di “natura sperimentale”. Questi termini si riferiscono a impianti fotovoltaici che utilizzano soluzioni integrate e innovative, con moduli elevati da terra o verticali, e, in alcuni casi, tracciamento solare. L’obiettivo è garantire che tali impianti non compromettano le attività di coltivazione agricola e pastorale.
I beneficiari di questi fondi sono imprenditori agricoli, sia in forma individuale che societaria, comprese cooperative e consorzi costituiti tra due o più imprenditori o società del settore. Possono partecipare anche le associazioni temporanee di imprese che includano almeno uno dei soggetti sopra elencati.
Il periodo per presentare le istanze di partecipazione ad Aste e Registri va dal 4 giugno 2024 alle ore 12:00 fino al 2 settembre 2024 alle ore 12:00.
Il regime di intervento prevede una tariffa incentivante applicata alla produzione elettrica netta immessa in rete dai pannelli solari, oltre a un contributo in conto capitale fino al 40% dei costi ammissibili. Il contributo in conto capitale è limitato a 1.700 € per kW installato per impianti agrivoltaici avanzati fino a 300 kW e 1.500 € per kW per impianti di dimensioni superiori.
L’accesso agli incentivi per l’agrivoltaico si basa sull’assegnazione di contingenti di potenza tramite procedure pubbliche, suddivise in registri e aste, che saranno bandite dal GSE nel corso del 2024.
Lo scorso giugno, è stato approvato il Decreto Aree Idonee all’installazione dell’agrivoltaico. Questa normativa, accolta in modo critico dagli operatori del settore perché ritenuta in alcuni casi troppo limitante, assegna alle Regioni il compito di individuare le aree idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici, rispettando i limiti del DL Agricoltura, che restringe fortemente l’uso del fotovoltaico nei terreni agricoli.
Anche se il potere decisionale è delle Regioni, il decreto fornisce alcune linee guida, suggerendo l’uso di superfici edificate come capannoni, parcheggi e aree industriali. Sono incluse anche superfici agricole non utilizzabili, compatibilmente con le risorse rinnovabili disponibili, le infrastrutture di rete e la domanda elettrica. Si devono inoltre considerare la dislocazione della domanda, i vincoli di rete e il potenziale di sviluppo della rete stessa.
In aggiunta, il testo riconosce una potenza nominale aggiuntiva agli impianti geo-termoelettrici e idroelettrici, equivalente alla potenza di ogni fonte rinnovabile, con parametri da definire successivamente dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).