La crescita è evidente a tutti i livelli: fatturato, numero di aziende e superfici collegate.
Il rapporto The World of organic agriculture parla di oltre 80 miliardi di euro di fatturato complessivo, 2,7 milioni di produttori e 57,8 milioni di ettari coltivati con i metodi dell’agricoltura biologica.
Fabrizio Piva, amministratore delegato Ccpb (l’organismo di certificazione e controllo dei prodotti agroalimentari biologici), ha così commentato: “Analizzando i dati impressiona il ritmo di crescita del bio sul lungo periodo – (foto allegata) – Finalmente produttori e aree di produzione seguono il trend delle vendite. Questo significa che il bio non è un fenomeno passeggero, ma ogni anno riesce a consolidarsi e conquistare consensi”.
L’Italia ha un ruolo di primissimo piano in tutto ciò, essendo in cima alle classifiche di ogni statistica riguardante il bio. Soprattutto, nel 2016 l’Italia è stato il paese europeo che è cresciuto di più: un aumento di oltre 300 mila ettari, che hanno portato al 14,5% la quota di superficie agricola coltivata con metodo biologico. “L’Italia è un paese di eccellenti produttori bio – continua Piva – ma ora deve espandere il proprio consumo interno, la spesa pro-capite alimentare di prodotti biologici è sì in aumento, ma ancora al 3,4%. Da ultimo è sempre più urgente che il settore bio si doti di un modello di rappresentanza degno del ruolo raggiunto”.