Come adattarsi alla nuova normalità | Sgorbati Group

Come adattarsi alla nuova normalità

Problematiche metereologiche o eccesso di prodotto sui mercati, possono far tracollare i prezzi. Ecco in quali modi si deve intervenire….

Un tempo gelate tardive, grandinate primaverili, periodi siccitosi erano eventi eccezionali… oggi sono la nuova realtà. Come se ciò non bastasse, quando non ci sono problematiche metereologiche, ve ne sono altre, quali eccessi di prodotto sui mercati, che fanno tracollare i prezzi. È emblematico il caso di quest’anno per gli asparagi (e non solo quest’anno): siamo passati da aprile con prezzi alti, ma senza prodotto, a maggio con tanto prodotto e prezzi al di sotto di un minimo decente.

Se non si fa nulla, la situazione diventerà presto insostenibile e molti produttori lasceranno perdere gli asparagi, cosi come altri prodotti. È quanto si è già verificato con le patate (passate dai massimi dell’anno scorso agli 8 centesimi al Kg confezionate di quest’anno) o con le cipolle, per non citare la frutta che, dopo un 2020 disastroso, vede un 2021 ancora peggiore.

Purtroppo gli eventi sopra descritti si verificheranno sempre più spesso e, se non si vuole abbandonare l’agricoltura a se stessa, si deve intervenire. Devono intervenire le categorie che rappresentano i produttori, i governi e altri enti che hanno voce in capitolo; ma su questo si può fare ben poco se non pressione su chi ci chiede il voto per rappresentare i nostri interessi.

C’è qualcosa però che possono fare tutti, a partire dai produttori: si devono mettere in atto diversi accorgimenti perchè non si può più reagire sempre allo stesso modo di fronte a scenari diversi.

Ovviamente non esiste la panacea di tutti i mali ma, mettendo insieme diverse azioni, non tutte di facile implementazione, si può pensare di ovviare ai diversi problemi.

Qualcosa si può fare già a partire dal campo: pur non essendo la mia area di competenza e tornando all’esempio degli asparagi, si possono utilizzare i tunnellini per proteggere dal gelo tardivo i turioni. Quest’anno, i coltivatori che l’hanno fatto si son ritrovati ad avere prodotto quando tutti gli altri erano fermi e di conseguenza hanno avuto un’ottima redditività.

Si può agire sulla consapevolezza dei consumatori, difficile ma non impossibile: al giorno d’oggi chiunque pensa di poter avere qualsiasi tipo di prodotto disponibile tutto l’anno, ma spesso il consumatore non sa se vi è carenza di un dato prodotto a causa di eventi climatici o se si si sono adottate delle pratiche sostenibili che causano un aumento dei prezzi. I prodotti ortofrutticoli vengono visti quasi come commodities e non si ritiene necessario remunerare il rischio dei produttori. Ovviamente una grossa parte in questo la gioca la GDO, ma i consumatori, se informati correttamente, comprendono e molti di loro sono disposti a pagare di più per prodotti qualitativamente superiori. Spesso si danno delle informazioni per scontate, ma per esperienza posso dire che vi è tanta disinformazione e se non si è a conoscenza dei maggiori benefici di un bene, perché mai si dovrebbe essere disponibili a pagare un extra?

Infine, ed è ciò che più mi compete, bisogna eliminare le inefficienze e valorizzare, anche con ulteriori trasformazioni, i prodotti. Sempre restando in ambito asparagi, ci sono diverse possibilità: dalle creme, agli asparagi in vasetto, sott’olio o al naturale, ed altro ancora…conosco varie aziende clienti che, quando i prezzi scendono sotto una certa soglia, anzichè svendere, o smettere di raccogliere, passano alla trasformazione del prodotto, estendendone la scadenza e recuperando marginalità. Certo, non si tratta di quantitativi eclatanti,  ma è sicuramente meglio dedicarsi a lavori più di nicchia, ma di alta qualità e valore aggiunto, che a “far girare la ruota” all’infinito, con grossi rischi e pochi guadagni.

Utilizzando personale formato si migliorano le performance delle linee di lavorazione.

Implementando soluzioni di digitalizzazione delle stesse si possono prendere decisioni più veloci e precise, sulla base di dati reali e non di intuizioni e si possono ridurre i fermi macchina, ulteriore causa di costi.

Insomma, ci sono diverse soluzioni che, messe insieme, possono contribuire a un miglioramento, anche sensibile, dei risultati economici.

La pozione magica non ce l’ha nessuno ma è inutile lamentarsi… sono molte le aziende che performano bene anche in tempi difficili come questi, perchè hanno cambiato mentalità, hanno implementato cambiamenti, non facili, ma che andavano fatti ed ora ne ricevono il premio.

Andrà tutto bene? Per qualcuno si, per chi spera che il cambiamento non lo tocchi, ahimè no.

Alberto

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