Si sente sempre più parlare di circolarità delle filiere e anche l’unione europea ormai premia soprattutto progetti che si preoccupano di sviluppare economie sostenibili e circolari. Ma cosa si intende realmente per progetti circolari in ortofrutta e come è possibile implementarli?
L’economia circolare prevede il riutilizzo, nelle fasi successive della catena, dei prodotti o sottoprodotti, creando un circuito chiuso ed evitando così il sovrasfruttamento dei beni e delle risorse.
Facile a dirsi, non altrettanto a farsi, soprattutto in alcuni ambiti, ma le tecnologie disponibili e la ricerca ormai mettono a disposizione di chi ha la reale volontà di farcela strumenti a sufficienza per creare dei progetti circolari e sostenibili.
La parte difficile è sicuramente però sapere dove andare a cercare queste tecnologie e conoscenze ed a chi affidarsi.
Nell’ambito della filiera ortofrutticola creare un progetto di economia circolare significa pensare all’utilizzo dell’acqua, dell’energia e della terra in modo da ridurne al massimo il consumo, creando impianti di approvvigionamento rinnovabili, di agricoltura rigenerativa e in ultimo di riutilizzo degli scarti, oltre ovviamente ad un’analisi continua della propria impronta di carbonio ed all’adozione di buone pratiche per la sua riduzione in primis, per arrivare infine all’annullamento.
Ecco quindi che le figure centrali in un progetto di questo genere sono 5:
Da sempre il tema della sostenibilità mi appassiona molto, perché credo che abbiamo il dovere di consegnare ai nostri figli un mondo in condizioni migliori di quello che abbiamo ricevuto e perchè se ognuno non fa il suo la terra è semplicemente troppo piccola per ospitare 8 miliardi di essere umani, che molto presto diventeranno 10.
Per questo, negli anni abbiamo intessuto delle collaborazioni con varie aziende o professionisti specializzati in ognuna delle suddette tematiche e siamo oggi in grado di assistere completamente i nostri clienti in percorsi che, oltre ad avere il fine ultimo di migliorare l’ambiente, abbiano anche, più pragmaticamente, risvolti economici interessanti, in quanto le aziende riducono i loro costi e, spesso, vendono di più ed a prezzi più alti dopo aver intrapreso questi percorsi.
Inoltre, come detto, all’inizio in questa fase la comunità europea premia economicamente questi progetti con finanziamenti a fondo perduto molto importanti; finanziamenti che chiaramente più avanti andranno a ridursi una volta che ci saranno più aziende a farne richiesta.
Per tutte queste ragioni è sicuramente il momento giusto per passare all’azione.