Il cambiamento climatico è uno dei problemi più urgenti che la nostra società è chiamata ad affrontare. Tra i suoi numerosi effetti, uno dei più evidenti è sull’agricoltura e sulla produzione di vegetali, influenzate da variazioni metereologiche che si ripercuotono sulla crescita di frutta e verdura. Vediamo insieme quale impatto sta avendo questo fenomeno e quali strategie le aziende possono mettere in atto per arginarne gli effetti.
Da un’analisi di Coldiretti è emerso che il 2023 è stato per l’Italia l’anno più caldo di sempre e caratterizzato da numerosi eventi metereologici estremi. È il fenomeno della tropicalizzazione, una tendenza che da qualche anno coinvolge l’Italia e si manifesta, come dice il nome stesso, in episodi di siccità prolungata, brevi ma intense piogge, sbalzi termici significativi tipici di un clima tropicale.
Il cambiamento climatico ha effetti sia diretti che indiretti sulla produzione di vegetali. Secondo le associazioni di categoria i danni derivati dai fenomeni atmosferici nel 2023 superano i 6 miliardi dell’anno precedente con cali a livello nazionale del 60% per le ciliegie, del 63% per le pere, del 12% per il pomodoro e la vendemmia, mentre il miele ha registrato un calo del 70% rispetto al 2022.
Questi danni sono stati causati da un insieme di conseguenze date dalle mutazioni del clima:
Alle aziende che si occupano della produzione di vegetali è richiesto di adottare approcci innovativi e sostenibili per affrontare le sfide imposte dal cambiamento climatico. Tali strategie possono da un lato cercare di contenere nell’immediato i danni provocati dai fenomeni metereologici, ma dall’altro devono essere mirate a ricercare soluzioni più a lungo termine che permettano di trovare un nuovo modo di fare agricoltura.
Alcune delle tecniche più efficaci sono:
L’impatto della tropicalizzazione già si sta facendo sentire e senza i dovuti interventi la situazione di certo non potrà migliorare: al di là degli slogan e delle notizie sensazionalistiche, solo con l’impegno di tutti, a partire dalle aziende e dalle istituzioni, è possibile contrastare la deriva climatica.