Intervista ad Andrea Scamperle, imprenditore nel settore della V gamma

Intervista ad Andrea Scamperle, imprenditore nel settore della V gamma

L’azienda Ortonuovo è un’azienda di famiglia ormai arrivata alla seconda generazione. Si occupa principalmente di verdure cotte e grigliate (Vgamma) oltre che di preparati di I° gamma evoluta, quali la base per minestroni e i sapori.

Il titolare, Andrea, da alcuni anni, cioè da quando ha preso in mano le redini dell’azienda di famiglia, ha iniziato un processo di rinnovamento in tutte le aree aziendali, dal comparto tecnologico, ai suoi collaboratori fino alle referenze.

Collaboriamo con Andrea già da più anni e ritengo il suo modus operandi in linea con l’evoluzione del mercato e quindi credo abbia qualcosa d’interessante da raccontare.

Ciao Andrea e grazie per essere qui. Oggi come sai c’è una grande attenzione al mondo dell’ortofrutta, sia per stili di vita più salutari che per modelli più sostenibili, ma non è tutto oro quello che luccica e spesso dietro a storie di successo si nascondono difficoltà e sacrifici non indifferenti. Avrei pertanto piacere che ci raccontassi la vostra storia.

1.Vorrei che ci raccontassi in breve l’azienda Ortonuovo: come è nata? come si è sviluppata? che prodotti offre? chi sono i vostri clienti e perché vi cercano?

Ciao Alberto e grazie per aver pensato a noi per questa intervista innanzitutto. L’avventura di Ortonuovo è nata nel 1987 da un’idea di mia nonna, nel negozio di ortofrutta di famiglia; lei per prima si mise a cuocere le verdure per dare un servizio ai clienti. Poi nel ’96 ci spostammo in un magazzino in Valpolicella e da lì mio papà e mio zio hanno iniziato l’iniziativa imprenditoriale, con l’idea di vendere alla grande distribuzione, iniziando con i primi clienti della zona, Rossetto, Famila, Migros, che son tutt’ora nostri clienti, poi ci siamo man mano sviluppati. Adesso, al 25° anno, siamo cresciuti ma ci teniamo a tenere il carattere artigianale, seppur con più personale e tecnologia adeguata ai processi più voluminosi e alla qualità, che da sempre ci contraddistingue e che è il motivo per cui veniamo scelti dai nostri clienti. I prodotti sono 3 linee di V gamma: i cotti al forno, i lessati e i grigliati, categorie al cui interno ci sono diverse referenze, più una prima gamma evoluta, come preparati per minestroni, insaporitori ecc.

2.I tuoi studi avevano qualcosa a che fare con il mondo alimentare? sapevi già che saresti subentrato in azienda?

Sono nato e cresciuto qui, anche mentre studiavo, e ho sempre dato per scontato che avrei proseguito qui anche dopo gli studi, che sono stati di carattere econonomico e non alimentare.

3.Quando hai iniziato a lavorare in azienda e quali sono state le tue prime impressioni? quali le difficoltà?

Mi sono reso conto che lavoravo in un’azienda vecchio stampo, con logiche organizzative da svecchiare e non pronta a fare un passo in più. L’approccio che ho avuto io quando sono entrato, cosa che già avevo capito negli anni precedenti, è stato di migliorare il livello amministrativo/gestionale dell’azienda, strutturandola e rendendola in grado di sostenere la nostra crescita, che poi è avvenuta effettivamente e che sta tutt’ora continuando, tanto che il lavoro di aggiornamento è praticamente continuativo. Cambiamo i flussi, le mansioni, le abitudini per renderle più efficienti ed adatte alla realtà che muta continuamente.

4.Noti un cambiamento nella percezione dei consumatori? La vostra attività è cambiata? se si, come?

Sicuramente è cambiata la percezione, ad oggi più consumatori si approcciano alla V gamma che fino a poco tempo fa non aveva una clientela fissa. Noi eravamo pionieri in ogni catena distributiva a cui ci approcciavamo perché non era una categoria presente, quindi abbiamo lavorato in termini di cambiamento delle abitudini alimentari della clientela. Clientela che ad oggi si è molto evoluta e si preoccupa della trasparenza di filiera, della qualità e salubrità dei prodotti, della provenienza, e quindi si tende ad apprezzare di più un prodotto che si sa da dove viene e naturale senza insaporitori. Diciamo che il nostro lavoro ad oggi è molto più capito ed apprezzato rispetto a qualche anno fa, quando c’era più scetticismo riguardo ad alcuni prodotti e si basavano le scelte di acquisto principalmente in funzione del prezzo.

5.Che cosa pensi della tecnologia? quali sono gli aspetti positivi e in che cosa l’introduzione di nuove tecnologie in azienda vi ha aiutato?

La tecnologia per come lavoriamo noi è uno strumento che va dosato nella giusta quantità perché vogliamo mantenere l’artigianalità e quindi non possiamo industrializzare tutto senza criterio. E’ molto importante perché ci ha aiutato a sviluppare l’azienda e avere idee chiare di ciò che succede nei cicli produttivi, nella tracciabilità, nell’ottimizzazione del lavoro del personale. Per questo abbiamo anche adeguato il personale in termini di formazione, avendo un tecnico sviluppatore interno; tramite questa figura abbiamo gestito la tecnologia anche in funzione dei dipendenti. Tutto ciò che facciamo lo facciamo in modo tale che sia comprensibile anche a chi è meno avvezzo alla tecnologia.

6.Cosa suggeriresti ad un giovane che vuole intraprendere nel mondo della lavorazione degli ortaggi?

E’ un mondo difficile, devi essere veramente appassionato al progetto, conoscere bene i prodotti che utilizzi e aver ben chiaro dove vuoi arrivare, non si può improvvisare perché il mondo dell’ortofrutta è complesso e il margine di errore minimo. Ormai è saturo e infatti bisogna occupare nicchie, quindi identificare quale nicchia consente di svilupparsi. E’ essenziale dare quella qualità o quel servizio in più che non si trovano sul mercato.

7.Che suggerimento daresti a un’azienda del settore in difficoltà, che necessita di un cambio di marcia significativo per mettersi al passo coi tempi?

Chiaramente dipende dal tipo di difficoltà per cui non esiste una risposta standard, ma direi che alla base ci deve essere il rimettere tutto in discussione. Riagganciandomi a quanto detto prima, ad esempio è possibile che non si stia valorizzando come si dovrebbe il proprio prodotto, o si potrebbero avere delle inefficienze nella lavorazione, o un canale distributivo sbagliato. La varietà delle casistiche non mi consente di dare un consiglio valido a 360° ma sicuramente bisogna lasciare da parte i preconcetti e comprendere che ciò che poteva funzionare sino a 5 anni fa oggi potrebbe non funzionare più. Il mondo ormai viaggia spedito e i cambiamenti sono continui per cui bisogna essere sempre pronti a cambiare anche quando le cose vanno bene senza aspettare che vadano male.

Non mi resta allora che ringraziare Andrea e darvi appuntamento a Novembre. Fortunatamente sono ricominciate le fiere, anche se dai primi segnali non mi pare ci siano novità particolari in termini di lavorazione. Vi terrò aggiornati!

Alberto

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