Guida rapida per scegliere ed allestire correttamente una calibratrice elettronica per asparagi: come scegliere la corretta configurazione.
Gli ultimi 5 anni hanno visto una crescita esponenziale delle vendite di calibratrici elettroniche per asparagi; i produttori che superano una determinata soglia, che in termini di estensione coltivata è sui 6/7 ettari, ritengono fondamentale questo macchinario, al fine di abbattere i costi della manodopera, fare una cernita più qualitativa (fermo restando che determinate lavorazioni artigianali di nicchia hanno qualità più elevate, ma che possono soddisfare solo piccoli quantitativi), standardizzare la lavorazione, con evidenti vantaggi sul costo di produzione.
Conseguentemente all’elevata richiesta di calibratrici elettroniche, anche l’offerta è divenuta sempre più ricca, con diverse aziende che propongono soluzioni apparentemente simili ma con caratteristiche fondamentali decisamente diverse.
Innanzitutto è importante specificare che se si lavorano asparagi bianchi o verdi le opzioni sono le stesse, anche se in fase di lavorazione ci sono caratteristiche differenti che richiedono una diversa configurazione e programmazione della calibratrice.
La prima cosa che deve essere ben chiara è lo spazio utile per la macchina: devo infatti sempre considerare che la macchina ha varie opzioni (curve, ferri di cavallo, …) per potersi inserire in spazi diversi, ma in ogni caso ci sono delle dimensioni minime richieste per ogni linea di lavorazione (a partire da 13 m lineari).
Dando per scontato di avere lo spazio necessario a disposizione, è fondamentale conoscere la capacità oraria necessaria per soddisfare la propria produzione… le macchine più performanti ad oggi dichiarano di poter cernire 50.000 asparagi/ora ma in realtà, per una corretta calibrazione, non si superano i 36-40.000 asparagi/ora.
In termini di peso, anche se non è un dato di cui è corretto parlare (il dato varia da asparago bianco a verde, ma anche da varietà a varietà ,da produttore a produttore ,da campo a campo e da periodo a periodo) siamo nell’ordine dei 7-8 q.li con asparago verde e dei 10-12 con asparago bianco. Chiaramente esistono anche modelli più adatti a realtà più piccole, con bisogni più limitati, come molte aziende agricole che possiedono tra i 6-7 e i 30-40 ettari.
Queste possono dotarsi di modelli che comunque garantiscono la stessa qualità di prodotto, ma una velocità inferiore, per produzioni che si assestano su valori massimi tra i 4 ed i 7 q.li/ora a seconda che si parli di asparago verde o bianco.
Una volta chiaro qual’è il picco di prodotto che possiamo raggiungere, è opportuno capire quanti e quali tipi di calibro ci richiedono i nostri clienti, questo per scegliere opportunamente il numero di uscite. Le uscite, o vaschette di raccolta, possono andare da 6 per le macchine più semplici a 60, o addirittura 120, per quelle più performanti. Chiaramente, più uscite ho, più possibilità di combinazioni ho a disposizione.
Non esistono delle configurazioni standard per questo, ma si deve tenere presente che la macchina può essere allestita su misura: è bene considerare almeno un’ uscita per lo scarto e 3/4 uscite per ogni calibro. Questo a maggior ragione se si effettua contemporaneamente l’operazione di pesatura (vedi sotto). Avere più uscite a disposizione consente agli operatori di rimuovere i mazzi con più calma: con più uscite ho chiaramente meno intasamento nelle bocchette e questo potrà consentirmi di eliminare del personale, se quello è il mio scopo.
Le migliori calibratrici in commercio garantiscono di poter calibrare oltre alle dimensioni (lunghezza e diametro) anche parametri qualitativi, quali sfioritura, curvatura, forma ad s, ruggine (per il bianco), ed altri ancora. Sarò io, sotto la guida esperta di chi mi ha fornito la macchina, a programmarla esattamente, e ad insegnarle come voglio che lavori, con la possibilità di inserire tutti i programmi che voglio, differenziandoli per cliente, per prodotto, ecc, consentendomi così un’estrema personalizzazione dell’offerta e una totale tracciabilità del prodotto.
Una volta determinato il numero di uscite ideale per la mia macchina, è opportuno settare tutta la macchina in funzione di quel numero di uscite.
Se infatti avrò optato per una macchina da 60 uscite non avrà alcun senso inserire un nastro di carico di 3,5m. Una lunghezza adeguata per garantire l’effettivo pieno utilizzo di una macchina di queste dimensioni è di minimo 8m, ma anche 10 possono andare, se abbiamo dello spazio in più.
Il nastro di carico è importante per garantire un corretto e costante afflusso di prodotto.
N.b: è ormai quasi obbligatorio inserire alla fine del nastro di carico 2 nastri pareggiatori, che allineano le teste e consentono un successivo taglio uniforme.
Dopo i nastri pareggiatori si effettua un primo taglio, che elimina la parte bianca degli asparagi. Sebbene non esista una regola standard, ultimamente sempre più produttori utilizzano la lunghezza di 22 cm, che è quella richiesta da molte catene distributive.
Effettuato questo primo taglio, il prodotto entra in un tunnel di lavaggio, che deve essere delicato ma efficace per rimuovere tutte le impurità e la terra presente sugli asparagi, al fine di garantire la massima efficacia al lavoro delle telecamere. Il tunnel di lavaggio potrà essere dotato di sistema di ricircolo, che consente un recupero di circa il 90% dell’acqua (dipende dai terreni e se bianco o verde). Il ricircolo non è necessario laddove non si abbiano problemi di acqua (ormai cosa sempre più rara).
Al termine del tunnel di lavaggio avviene una fase molto importante e delicata, la singolatura degli asparagi, ovvero l’atto di accertarsi che in ogni coppetta sia inserito 1 solo asparago. Il perché sia molto importante è presto detto: se c’è più di 1 asparago per coppetta le telecamere non possono calibrare correttamente le dimensioni e tutti gli altri parametri.
Questo processo, ad oggi svolto manualmente, anche se vi sono diverse soluzioni al vaglio dei produttori per automatizzarlo, è veramente importante e delicato e richiede anch’esso uno spazio adeguato, come il carico, per inserire 1 o più persone (a seconda delle dimensioni della macchina e delle produzioni, fino a 4/5). Possiamo andare dal metro e mezzo per calibratrici da 12 uscite fino ai 3,5 o 5 m per macchine più performanti (60 uscite).
N.B: alcune calibratrici effettuano la singolarizzazione precedentemente al lavaggio ma, dai dati in mio possesso e dall’evidenza pratica, ad oggi questo sistema non garantisce l’effettiva presenza in ogni coppetta di un solo asparago né del suo corretto posizionamento, inficiando cosi la velocità e/o la qualità della calibratura.
Una volta singolarizzati tutti gli asparagi, prima di farli passare sotto le telecamere, avrò la possibilità di inserire una seconda lama che mi consentirà di fare altre lavorazioni (es. industria) recuperando tutta quella parte di asparago tagliata ma buona per zuppe o altre lavorazioni, eliminando inutili sprechi .
Siamo così giunti al cuore pulsante della macchina, ossia l’area di calibratura, dove 2 telecamere (nei macchinari più avanzati) si dedicano l’ una al fiore e l’altra al corpo dell’asparago, per garantire un’analisi approfondita di ogni singolo turione. Inutile ripetere come avviene la programmazione, ma è utile aggiungere che il tutto può essere gestito da touch-screen (in italiano normalmente) e che può essere riprodotto su altri schermi in remoto se necessario (anche in collegamento con la casa madre o il manutentore) o addirittura permettere la programmazione di più macchine su un unico pannello centrale.
Dopodiché, gli asparagi sono pronti per essere scaricati nelle uscite da noi designate. Qui, se avessimo optato per una soluzione full-optional, sarebbero posizionate delle celle di pesatura in grado di garantirmi il peso legalizzato da me richiesto ( 250g, 500g, …) e di avvisare gli operatori addetti allo scarico tramite apposite luci di comunicazione (verde ok peso corretto, rosso peso superato).
In realtà l’eventuale ultimo optional può essere una terza lama di taglio, da mettere sulle uscite e spostabile, per effettuare lavorazioni più mirate (come le punte di asparago) e destinandole solo quei prodotti che presentano determinate caratteristiche.
Ora che gli asparagi sono perfettamente lavati, tagliati e calibrati (e magari pesati) posso dedicarmi al confezionamento, manuale od automatico che esso sia.
Infine, mi preme ricordare come, in fase d’installazione, sia molto importante individuare il responsabile della macchina, affinché venga istruito adeguatamente tramite un training specifico.
Ritengo, con questa guida, di aver dato un breve ma esaustivo vademecum per orientarsi nella scelta della calibratrice; chiaramente bisogna sempre essere assistiti nella scelta da un professionista in grado di indirizzarci sulla scelta più adeguata alle nostre reali necessità.
Alla prossima
Alberto