Nelle linee di lavorazione carote, all’inizio dei processi di trasformazione per ottenere prodotti di IV gamma, siano questi carote pelate intere che baby carrot che rondelle, julienne o cubetti, la prima operazione da effettuare è la scollettatura, ossia la rimozione di testa e coda.
Avere una o più scollettatrici performanti è molto importante perché riduce la necessità di manodopera a valle e altresì riduce gli scart; infatti, se delle carote passano attraverso la cernita senza essere state scollattate, dovranno necessariamente essere scartate successivamente.
Sebbene idealmente le qualità adatte alla trasformazione abbiano dei calibri ben precisi è però vero che in molte occasioni le aziende destinano all’industria ciò che non è adatto al confezionamento, per cui carote troppo piccole o troppo grosse, curve, doppie, rotte ecc, rendendo ancora più delicato il lavoro della scollettatrice.
In commercio non sono molti i sistemi per effettuare questa lavorazione, ma quello che abbiamo identificato come il più efficace è quello a gradini.
Molto sinteticamente, tramite un elevatore a gradini le carote vanno ad alimentare a un nastro a V, dove vengono singolate; da qui vengono quindi portare ad un altro alimentatore a gradini dotato di due nastri, che vanno uno verso sinistra e l’altro verso destra, alle cui estremità vi sono delle ghigliottine. Quando la carota s’infila nella feritoia e il sistema a gradini si alza, la carota viene tagliata alla sua estremità.
Molto semplice ed efficace.
Quindi quali sono i vantaggi di questa soluzione rispetto, ad esempio, al sistema a giostra che era diffuso qualche anno fa?
Infine, anche il costo è molto inferiore alle altre soluzioni in commercio. Certamente è vero che non ha una capacità particolarmente elevata, per cui se si vogliono produzioni importanti bisogna realizzare una linea di macchine e di conseguenza l’aspetto economico non risulta più essere cosi vantaggioso.
E voi come scollettate le carote?