La sfiorettatrice per broccoli e cavolfiori: guida all’acquisto | Sgorbati Group

La sfiorettatrice per broccoli e cavolfiori: guida all’acquisto

Oggi parliamo di broccoli e cavolfiori. Questi 2 ortaggi vengono consumati in gran quantità durante i mesi invernali, anche se ci sono delle varietà estive.

Oggi parliamo di broccoli e cavolfiori.

Questi 2 ortaggi vengono consumati in gran quantità durante i mesi invernali, sebbene vi siano ormai anche diverse varietà estive.
Sia broccoli che cavolfiori sono particolarmente amati dagli Italiani ma, sempre più anche all’estero, tanto è vero che proprio l’Italia, insieme alla Spagna, ne esporta ingenti quantità.

Normalmente in commercio si trovano i classici broccoli o cavolfiori interi, filmati con pellicola, ma negli ultimi tempi, sulla scia dell’effetto pasti pronti e quindi velocità di consumo, si sta affermando il prodotto a “valore aggiunto”, ovvero broccolo o cavolfiore già sfiorettato, sovente con abbinamenti anche al romanesco e talvolta cavolfiore viola o altro, per diversificare l’offerta. Questo consente a chi lo acquista di avere un prodotto già pulito e pronto per la cottura, magari un prodotto misto, nelle quantità idonee al consumo; allo stesso tempo consente ai produttori di recuperare del prodotto che magari non sarebbe idoneo ad essere venduto come cespo intero, a causa dii piccoli difetti visivi che invece, in tal modo, possono essere scartati recuperando tutto il resto del cespo.

Così facendo, il produttore ottiene una maggiore marginalità sul prodotto in generale, che consente di mantenere un prezzo più competitivo sul prodotto intero.

E’ grazie a questo “recupero” che le aziende italiane riescono a profittare dalla lavorazione del cavolfiore, nonostante i bassi prezzi di vendita imposti dalla concorrenza Spagnola.

Fino a non molto tempo fa, per ottenere il prodotto cosi lavorato era necessario un gran dispiego di mano d’opera; oggi esiste inveceun’apposita macchina, che permette di ottenere un prodotto di alta qualità e con costi di produzione contenuti: la Sfiorettatrice.

Vi sono sfiorettatrici di varie marche, con caratteristiche piuttosto simili, ma qualcuna é superiore alle altre.

Noi abbiamo utilizzato e consigliamo una macchina di fabbricazione olandese, che possiede alcune caratteristiche in grado di differenziarla dalla concorrenza e che ,a nostro avviso, la rendono più idonea ad un utilizzo per il mercato del fresco. Diverso il discorso per il mercato del surgelato, dove il prodotto finale è differente, e pertanto non valgono le stesse considerazioni. La macchina da noi proposta e suggerita è comunque assolutamente idonea anche a questo tipo di prodotto finale.

Vediamo come è fatta la macchina e quali sono le fasi della lavorazione:

  1. Posizionamento prodotto: questa fase viene effettuata principalmente manualmente; automazioni sono possibili, ma allo stato attuale non ancora economicamente convenienti. Uno o due operatori posizionano il prodotto su tazze rotonde, poste sopra un nastro. Queste tazze (prima differenza con le macchine concorrenti) sono in gomma morbida. Questo consente, nelle fasi successive, di trattare il prodotto più delicatamente, evitando ammaccature e quindi l’insorgere di piccoli difetti visivi, che si possono generare qualora si utilizzino tazze più rigide.
  2. Sfiorettatura: in questa seconda fase vengono preparati i diversi fioretti del broccolo o cavolfiore che sia. Il processo è simile in tutte le tipologie di macchine: un pistone dotato di lame cala sul prodotto. La particolarità della nostra macchina (seconda differenza) è la possibilità di lavorare con prodotto non calibrato: sulla base del calibro del prodotto, letto da un sensore in ingresso, vi sono 2 diversi pistoni che lavorano alternativamente a seconda del calibro. Questo consente chiaramente di risparmiare molto tempo, non dovendo prelavorare i prodotti dividendoli sulla base del calibro. Le tazze morbide assumono in questa fase una grande importanza, in quanto attutiscono maggiormente l’urto del pistone sul prodotto, evitando che si creino ammaccamenti e annerimenti, cosa che invece accade con tazze rigide.
  3. Detorsolatura: questa è la fase finale della lavorazione ed è caratterizzata da una di cesoia, regolabile a seconda del prodotto lavorato, che cala e porta via il torsolo, permettendo ai diversi fioretti di dividersi correttamente.

Infine i fioretti cadono su di un nastro convogliatore che porta il prodotto nell’area successiva di lavorazione, mentre gli scarti vanno dsu di un nastro che li porta fuori dall’area di lavorazione.

Una macchina molto semplice quindi, che necessita di poche regolazioni e poca manutenzione, ma che consente di mantenere i costi di lavorazione molto bassi e allo stesso tempo permette di avere sui banconi del supermercato un prodotto già pronto alla cottura, evitando al consumatore finale la noiosa lavorazione, e consentendogli un prezioso risparmio di tempo.

Al mese prossimo!

Alberto

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