Le 4 novità che rivoluzioneranno il settore dell’ortofrutta | Sgorbati Group

Le 4 novità che rivoluzioneranno il settore dell’ortofrutta

Ormai anche il mondo del food, ed in particolare dell’ortofrutta, è sempre più sensibile alle innovazioni, sia di prodotto che di processo; ma quali sono quelle che, nel prossimo futuro, rivoluzioneranno il mondo dei vegetali e della frutta?

Ormai anche il mondo del food, ed in particolare dell’ortofrutta, è sempre più sensibile alle innovazioni, sia di prodotto che di processo; ma quali sono quelle che, nel prossimo futuro, rivoluzioneranno il mondo dei vegetali e della frutta?

Voglio citarne 4 che, secondo me, comporteranno i maggiori cambiamenti e dischiuderanno le maggiori opportunità per chi saprà coglierle:

1. Blockchain

Come non mettere in cima alla lista la blockchain? Ormai chiunque voglia farsi figo la deve citare, anche se spesso e volentieri non ne capisce assolutamente nulla. Mentirei se dicessi che ne ho compreso ogni aspetto, ma so con certezza che in un mondo globalizzato e digitalizzato, dove spesso le transazioni avvengono tra parti che non si conoscono, avere chi possa garantire per esse non è cosa da poco. Se a questo aggiungiamo che, nel mondo del food, questa fiducia deve essere anche associata a salute e sostenibilità, comprendiamo subito quali esia il potenziale della blockchain per il mondo dell’ortofrutta.Ad oggi questo strumento non è ancora maturo, di conseguenza i primi utilizzatori devono pagare un premium proprio per la carenza di dati a disposizione; cosi non sarà di certo nel giro di pochi, se non pochissimi anni. Dovendo sbilanciarmi, direi che in 3, massimo 5 anni, chiunque voglia approcciarsi a mercati complessi o alla grande distribuzione, sia italiana che straniera, sarà costretto a garantire la tracciabilità della propria produzione tramite l’utilizzo delle blockchain.

2. IOT

Cosa sarà mai questa sigla IOT? Forse una nuova parola coniata dai millennials? Assolutamente no…IOT è l’acronimo di Internet of Things (o Internet delle cose, per dirlo in italiano), cioè l’estensione di Internet al mondo degli oggetti.

L’IOT non è altro che una selva di sensori, posizionati in ogni oggetto, che trasmettono digitalmente le informazioni che ricavano dall’ambiente e dagli oggetti in cui sono installati. E a che cosa servono? Ad ottimizzare flussi e processi, comprendendo in maniera inequivocabile dove vi sono delle inefficienze o dove ci sono delle situazioni da tenere monitorate. Per fare un esempio pratico, un sensore può misurare il surriscaldamento di una macchina, o l’usura di determinate componenti, segnalando il problema, affinchè si intervenga in maniera tempestiva, pianificando interventi manutentivi ed evitando fermi macchina prolungati.

3. Occhiali per la realtà o visione aumentata

Saranno uno strumento imprescindibile per ogni responsabile di magazzino e gli permetteranno, in mobilità e senza avere le mani impegnate, di avere contemporaneamente sotto controllo: lo stato della produzione, eventuali criticità, il magazzino scorte e inoltre di collegarsi in maniera remota con il centro assistenza dei propri fornitori di macchinari, evitando di dover richiedere l’intervento dei tecnici esterni per ogni problematica.

4. Apps

Tutti gli strumenti di cui sono pressochè inutilizzabili senza specifiche applicazioni (le famose apps che già avete sul telefonino…) che permettono di gestire l’intera filiera produttiva in maniera semplice ed immediata. Ad oggi ne sono disponibili già parecchie, ma sono ancora poco utilizzate perchè non integrate tra loro e con ancora pochi dati a disposizione; certamente, con il diffondersi di tutti gli strumenti digitali, cresceranno anche le apps e diventeranno sempre più insostituibili, proprio come ora nessuno riesce a fare a meno di quelle sul proprio smartphone.

Qualcuno forse sarà inorridito da questa visione del futuro, mentre altri saranno più a loro agio; quello che è certo è che tutti questi strumenti diventeranno sempre più comuni. Conseguentemente tutti si adegueranno, al fine di migliorare i propri processi produttivi, aumentandone l’efficienza e quindi la remuneratività. In un mondo, soprattutto quello ortofutticolo, dove in tanti si lamentano, a torto o a ragione, perché “non c’è più la marginalità di una volta”, benvenuti allora questi strumenti che non saranno la soluzione di ogni male, ma certamente saranno un aiuto importante per tutti i produttori e trasformatori.

Alberto

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