L’importanza della formazione del personale | Sgorbati Group

L’importanza della formazione del personale

Siamo nel 2022 e, grazie alla tecnologia, oggigiorno si può fare di tutto, con costi tutto sommato accessibili…i lavori più usuranti e ripetitivi sono stati quasi completamente demandati alle macchine, mentre gli operatori dovrebbero limitarsi a mansioni a più alto valore aggiunto. Eppure…

Eppure, molti lavoratori non sono mai stati così alienati, sia che si occupino di mansioni amministrative che di attività in sala lavorazione; si nota un distacco completo di molte figure da quello che è la normale vita aziendale. Il persistere di una scarsa cultura di valorizzazione delle risorse umane, sommata allo stress ed alla frenesia quotidiani spingono sempre più giovani ad abbandonare il posto di lavoro, innescando un circolo vizioso che rende sempre più difficile la vita aziendale e rendendo sempre difficile per le aziende trovare collaboratori validi e motivati.

Pur pensando di automatizzare completamente il proprio magazzino (cosa possibile in molti casi), si dovranno comunque avere delle persone in grado di gestire l’automazione, ma senza investire in formazione questo risulta difficilmente fattibile. Il mercato del lavoro scarseggia infatti in quanto a risorse già formate, per cui è indispensabile agire internamente investendo sulle risorse che si reputano più meritevoli.

Un personale formato risulta quasi sempre anche motivato, perché investe il proprio ruolo di un significato e vede il proprio scopo all’interno dell’azienda. In questo modo cresce anche la fedeltà e l’attaccamento al posto di lavoro, con risvolti positivi in termini di produttività.

Quindi, va bene la tecnologia, ma è imprescindibile avere personale formato e motivato per sfruttarla al meglio ed ottimizzare le performance.

Si fa facile a parlare di automazione e industria 4.0, ma se gli obiettivi non vanno di pari passo con un ambiente di lavoro piacevole, che stimoli la creatività ed il senso di responsabilità degli individui, allora probabilmente anziché un abbattimento dei costi si ottiene soltanto un aumento della complessità, perché macchine più avanzate permettono sì di migliorare efficienza e performance, ma patto che ci siano delle persone qualificate a governarle.

Purtroppo, in Italia è ancora un cliché che gli addetti alle linee di lavorazione siano le ultime ruote del carro, corpi quasi estranei all’azienda e del tutto scollegati dalle sue dinamiche; non c’è allora da stupirsi se non si migliorano le performance e rimangono gravi inefficienze.

E in un contesto di mercato quale è l’attuale, chi può è possibile permettersi un’inefficienza del genere?

Verrebbe da chiedere, a chi ancora non valorizza i propri collaboratori in modo adeguato, perché essi dovrebbero preferire un lavoro senza alcun contenuto? Chiaramente solo se non costretti dalla disperazione; l’attuale mercato del lavoro è infatti globale, ed in molti settori le aziende mettono i lavoratori al centro della strategia aziendale, perché consci che con la loro soddisfazione raggiungeranno risultati altrimenti impensabili.

Assisto a quotidiane discussioni su questo argomento e, sicuramente, ci sono giovani svogliati, piuttosto che politiche sociali che non aiutano, o ancora territori dai quali le persone preferiscono emigrare per trovare maggiore fortuna.

Ma è tutta colpa delle contingenze o migliorando le condizioni di lavoro si potrebbero trovare collaboratori più adeguati alle proprie esigenze?

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