Siamo reduci da un’edizione di Macfrut che, nonostante la concomitanza con Cibus avrebbe potuto sottrarre espositori e visitatori, ha fatto il pieno ed è stata decisamente convincente…anche se la strada per arrivare ai livelli di Fruit Attraction è ancora lunga.
Dopo vari anni di assenza, siamo tornati ad avere uno stand anche noi, esibendo la nostra soluzione per la sanificazione, Sanodyna OnSite.
Devo dire che i contatti sono stati numerosi e di qualità, sia mercoledì che giovedì anche se, forse il giovedì, pomeriggio ci saremmo attesi qualcosa di più.
Gli operatori professionali non sono mancati, in tutti i padiglioni si faceva fatica a camminare nelle ore centrali e tutti gli stand erano affollati.
Personalmente non posso che dirmi soddisfatto, il nostro ritorno, in collaborazione con Assomech e Futura è un stato ultra positivo, anche grazie alla soluzione innovativa che abbiamo portato in fiera.
C’è un punto però sul quale, se fossi negli organizzatori, cercherei di alzare l’asticella: la partecipazione straniera.
Va bene fare numero e riempire i padiglioni, ma bisognerebbe cercare di attrarre visitatori esteri di un livello superiore a quello visto. Completamente assenti gli spagnoli, pochissimi nord-europei, dall’Asia qualche sparuta presenza ma non di alto livello certamente. Si sa che il sud America guarda alla Spagna e quindi a Fruit Attraction, ma tutti gli altri?
Detto ciò, il giudizio per noi è positivo e sicuramente la strada intrapresa va nella direzione auspicata, cosa che solo due anni fa non avrei pensato tanto che ero tornato a casa sollevato di non avervi partecipato con uno stand. Se si vuole fare un salto di qualità è però necessario svincolare la fiera da questo legame unico con i produttori italiani e cercare di internazionalizzarsi maggiormente, dato che il settore, sia come produttori di ortofrutta che come produttori di macchine, esporta in tutto il mondo con volumi consistenti e con prodotti di qualità. Si ha pertanto la necessità di una fiera all’altezza per sostenere le aziende del settore, già penalizzate da tutta una serie di peculiarità italiane su cui inutile soffermarsi perché note a tutti.
Abbiamo estremo bisogno di una vetrina con risonanza internazionale senza costringere tutti ad andare a Madrid e a Berlino.
Manca un piccolo passo, ma è ora di farlo!
Ci vediamo a Macfrut 2025.
Alberto Sgorbati