La sanificazione dei prodotti ortofrutticoli, soprattutto fresh cut (IV gamma), è un tema fondamentale per i produttori e i trasformatori. Se, da un lato, abbattere la carica batterica permette di allungare la shelf life del prodotto, consentendo di rivolgersi anche a mercati più lontani, dall’altro le linee guida per l’utilizzo dei sanificanti rendono sempre più limitato l’utilizzo dei classici prodotti utilizzati per tale fine, quali il cloro.
Per ovviare a queste problematiche, negli ultimi anni, si è diffuso l’utilizzo dell’ozono; in aria, per la sanificazione delle celle ma, soprattutto, in acqua nei processi di lavaggio. In effetti il potere sanificante dell’ozono, se usato nel modo corretto, è piuttosto elevato e permette di abbattere quasi completamente le cariche batteriche. L’ozono però ha delle controindicazioni: a causa della sua volatilità, e del potenziale pericolo per la salute degli operatori, è necessario intervenire a livello impiantistico sulle macchine di lavaggio, utilizzando delle cappe, che ne evitano la dispersione nell’aria. Inoltre, siccome non tutti i prodotti reagiscono allo stesso modo, le concentrazioni da utilizzare vanno costantemente monitorate, per evitare di “bruciare” alcuni prodotti. Questi limiti hanno rallentato la diffusione degli impianti ad ozono, lasciando molte aziende alle prese con i cronici problemi legati all’utilizzo del cloro.
Nel 2007, un ‘azienda toscana ha introdotto un sistema basato su una tecnologia sviluppata nell’ambito della ricerca spaziale
Sostanzialmente, l’azienda ha sviluppato e brevettato una macchina per produrre, con acqua e sale, mediante elettrolisi, un prodotto sanificante ed uno antiossidante.
Quali sono le caratteristiche dei due prodotti, poi chiamati Sanodyna e Catodyna?
La Sanodyna è un ossidante e sanificante che si produce “on site” (sul posto), perché la sua azione degrada molto velocemente. In pratica, nei primi tre minuti dalla sua produzione, va ad aggredire tutti i patogeni presenti sul prodotto, dopodiché, appunto, si auto-degrada, senza lasciare alcun residuo e senza alcun pericolo per la salute umana. Dal 2017 sono iniziati i test in quarta gamma e si sono ottenuti risultati molto significativi, sia sullo spinacino che sulle insalate adulte, come sul basilico, permettendo ai produttori di avere un prodotto più fresco e vivo anche a distanza di molti giorni.
Significativo uno dei primi casi di applicazione, ossia un produttore toscano di basilico, che ha raddoppiato la produzione grazie alla velocità dell’azione di Sanodyna, che consente un aumento della velocità di transito del prodotto nelle vasche di lavaggio. Cosa altrettanto importante, il produttore ha potuto iniziare ad esportare oltre oceano, grazie alla maggiore tenuta del prodotto.
A fianco del prodotto principale, si crea quello che non può essere definito un sottoprodotto, anche se viene più raramente utilizzato dai possessori di questa macchina. Si chiama Catodyna e, a differenza di Sanodyna, è un antiossidante che può essere utilizzato sia sugli ortaggi che necessitano questo tipo di prodotto (patate, finocchi, ecc. …) sia come agente per pulire le macchine a fine giornata .
I vantaggi derivanti dall’adozione di questo sistema sono numerosi: innanzi tutto un prodotto più fresco e vivo, quindi nessun problema coi residui; vantaggi anche in termini di marketing, potendo pubblicizzare un prodotto naturale a residuo zero. Inferiori costi di approvvigionamento (producendo il prodotto in loco), con contemporanea diminuzione dell’impronta carbonifera, poiché si evitano i trasporti su strada dello stesso. Infine, manipolazione senza particolari sistemi di protezione.
Cosa non trascurabile, non è necessario utilizzare un sistema di lavaggio apposito ma, anzi, per chi non ha necessità di lavare il prodotto, Sanodyna è applicabile anche direttamente sul prodotto stesso, senza necessità di risciacquo alcuna.
Sicuramente una freccia in più all’arco delle aziende nel loro passaggio verso produzioni più sostenibili sia a livello ambientale che economico.