Caro energia, covid, guerra e chi più ne ha più ne metta. Sembra che negli ultimi tre anni si siano concentrate tante sciagure quante la nostra generazione non aveva mai conosciuto e che non potevamo neppure pensare.
La storia avrebbe dovuto insegnarci qualcosa? Avremmo potuto essere più preparati? Probabilmente, ma ciò non toglie che le difficoltà per le aziende siano enormi e le soluzioni non sempre alla portata.
Qualcosa però si può fare senza attendere l’intervento della Divina Provvidenza. Questo qualcosa è sicuramente efficientare le lavorazioni, in particolare nei magazzini di lavorazione ortofrutta, dove c’è ancora molta strada da fare. Troppo sento di aziende che si lamentano di ciò che sta accadendo, di come la marginalità si stia erodendo per cause fuori dal loro controllo. Se però si analizza in modo scientifico la situazione, ci si rende conto che, a prescindere da tutto ciò che avviene “al di fuori”, vi è molta perdita di efficienza nei processi di lavorazione; questo essenzialmente per 2 motivi: un utilizzo approssimativo (o inesistente) dei dati ed una scarsa valorizzazione del proprio prodotto.
È questo il caso di alcuni magazzini di patate dove non vi sono sistemi per la rilevazione precisa dei dati e vengono sottovalutati molti aspetti in grado di far recuperare diversi punti percentuali di marginalità.
Visto che poco o nulla possiamo fare per quanto riguarda le cause esterne all’azienda, dobbiamo concentrarci su come migliorare le performance mediante gli strumenti in nostro possesso.
Non è possibile migliorare la qualità delle patate una volta che queste sono arrivate in magazzino, ma è certamente possibile selezionarle meglio, valorizzando le diverse classi di qualità e riducendo al contempo i costi di lavorazione.
Attualmente ci sono diverse soluzioni al riguardo, ognuna con dei plus e dei minus.
La soluzione di cui vi parlo oggi sta contribuendo a risolvere quasi tutte le problematiche dei magazzini in cui viene installata, in quanto è l’unica selezionatrice ottica che, oltre a selezionare la qualità del prodotto, è anche in grado di calibrarlo, dando in tal modo certezza del risultato; questo grazie all’analisi a 360° di ogni singola patata. Si tratta della SORTOP REVOLUTION, prodotta da Visar, azienda svizzera che opera nel settore da oltre 15 anni.
Questa macchina è presente sul mercato già da alcuni anni, ma fino a ieri aveva un problema, legato alla produttività: dovendo visionare ogni singola patata a 360°, non si riusciva ad andare oltre i 40 quintali/ora. Questo comportava la necessità di avere più macchine in serie per raggiungere capacità di selezione elevate, con conseguente aggravio sia dal punto di vista dei costi che degli spazi.
Visar ha lavorato molto per superare questo inconveniente e nel 2022 è uscita appunto con la “rivoluzione”, che consente di raddoppiare la produttività della macchina, a parità di costo.
Come è stato possibile? La storia di questa “scoperta” è interessante e ricorda un po’ quella di Newton che scoprì la gravità vedendo cadere una mela.
L’azienda stava cercando un sistema per allineare meglio le carote, evitando che saltassero sul nastro di selezione…gira e rigira non riusciva a trovare nessuna valida soluzione finché, visitando un magazzino di lavorazione, un ingegnere notò un prototipo di scollettatrice che lavorava sfruttando la forza centrifuga; grazie a ciò, le carote uscivano dalla macchina sempre perfettamente dritte, consentendo un bel taglio netto. Decisero pertanto di sviluppare un sistema rotativo anche per caricare le selezionatrici carote e si resero conto che non solo questo eliminava completamente i saltellamenti delle carote, ma addirittura consentiva di passare da 1metri al secondo di prodotto analizzato a quasi 2 metri, mantenendo inalterata l’efficienza di selezione.
Una volta realizzato il sistema centrifugo e certificata la su efficienza, il passo successivo fu cercare di applicarlo anche alle patate. Ovviamente la forma delle patate ben differisce da quella delle carote; pertanto, il passaggio da un prodotto all’altro non è stato immediato. Dopo numerosi tentativi ed introducendo opportune modifiche ( quale ad esempio un nastro rotante che accompagna le patate lungo il tragitto nella centrifuga), Visar è riuscita a rendere applicabile questa innovazione anche alle patate, portando la capacità oraria della selezionatrice ottica ad 80 quintali orari (ovviamente il dato è indicativo e dipende dal calibro delle patate, nonché da come viene fatto il carico della linea a monte).
Risultati: eliminazione totale del personale addetto alla cernita, contrariamente alle altre macchine per la selezione o la calibratura ottica che, non garantendo una visione a 360° del prodotto, necessitano di personale che verifichi l’accuratezza della seleziona all’uscita; tracciabilità totale dei lotti con annessi vantaggi, sia nei confronti del consumatore finale sia verso i conferitori;suddivisione più precisa per classi di patate, che consente di ottimizzare i margini, andando a valorizzare al massimo ogni patata, da quella perfetta, a quella buona ma imperfetta, a quella da destinare al processing fino allo scarto totale. Infatti, la macchina può calibrare e selezionare fino a 5 calibri + lo scarto.
Unico neo, se così si può definire, di questa selezionatrice è la rumorosità, in quanto l’espulsione del prodotto avviene mediante getto d’aria; è quindi vivamente consigliato dotare la macchina di una cabina insonorizzata, per non rendere il magazzino un luogo inospitale per gli operatori. Questi ultimi dovranno comunque essere dotati degli opportuni DPI (dispositivi di protezione individuali), quali cuffie o inserti di protezione auricolare, per accedere alla cabina.