Esiste una formula del successo nel business? Assolutamente no…pensare che tutto si riduca una formuletta sarebbe alquanto svilente verso coloro che quei risultati li hanno raggiunti.
Nel settore ortofrutticolo in particolar modo, ci sono tante variabili non presenti in nessun altro settore (dall’andamento climatico alla natura dei prodotti, che sono tutti diversi), che rendono più difficile programmare e prendere decisioni. Ma, è anche vero, che in tante realtà non si applica neppure ciò che ormai è codificato e che permette, a parità di condizioni esogene (ossia esterne all’azienda), di massimizzare i risultati. Saranno questi risultati sempre positivi? Difficile dirlo, ma sicuramente sarà più alata la probabilità rispetto all’operare senza seguire nessuna regola.
Non volendo apparire arrogante, né avendo l’intenzione di fare un manuale di management (anche perché non ne ho le competenze necessarie), credo siano facilmente sintetizzabili quegli interventi che, nei nostri anni di esperienza, abbiamo visto essere alla portata di tutti e che permettono ad ogni azienda di operare al meglio.
Senza il presidio di queste tre aree si perde efficienza, si corrono dei rischi, si può sottoperformare. È anche vero che l’intuito di alcuni imprenditori, contingenze positive, o altro possono portare a dei risultati positivi anche se si è prestata poca attenzione a questi argomenti, ma è certo che non si stanno cogliendo tutte le opportunità. E non significa necessariamente guadagnare di più, ma anche lavorare più serenamente, avere un clima aziendale migliore, lavorare per le cose importanti e non quelle urgenti, ecc.
Analizzando i 3 punti nel dettaglio:
1-Le persone: Ogni gruppo non è la somma esatta delle competenze che lo compongono; esistono diversi casi, non solo nello sport, dove un gruppo realmente compatto porta a dei risultati notevolmente superiore a quello che avrebbe potuto portare la somma dei singoli individui. Avere personale fedele negli anni, ben guidato, preparato sulle rispettive mansioni e continuamente aggiornato, responsabile delle proprie azioni e con una certa dose di libertà nello svolgere la propria mansione è sicuramente meglio che lavorare in un ambiente in cui vi è un continuo turnover, dove per ogni cosa bisogna avere il benestare di un’ “entità superiore”, le persone poco preparate e pertanto anche poco motivate.
La prima ricchezza di ogni azienda è il capitale umano , ma esso deve essere guidato: non serve essere dei leader come quelli che vediamo nei film, talvolta è sufficiente mettersi nei panni di chi lavora con noi, per capirne punti di forza e di debolezza e lavorare su quelli. È chiaro che non sempre con tutti si può effettuare questo tipo di lavoro, ma normalmente possiamo notare che i collaboratori meno affidabili tendono ad essere assunti in quelle aziende dove vi è una scarsa cultura del personale, utilizzato per lavori che le macchine potrebbero svolgere più efficacemente e che non viene mai formato, perché visto solo come un costo e facilmente rimpiazzabile.
2-La tecnologia: le macchine oggigiorno, oltre ad essere indispensabili nei lavori ripetitivi e faticosi, sono così evolute dal poter svolgere attività complesse molto in modo più efficace degli esseri umani. Per questo si deve necessariamente introdurre in azienda macchinari che consentano di essere competitivi, sia in termini di costi che di qualità. Ovviamente. non tutte le realtà necessitano delle stesse soluzioni, ma la tecnologia va calata nella realtà di riferimento; deve infatti portare risultati tangibili e non la si deve adottare solo perché lo fanno gli altri.
Perché ho messo la tecnologia come secondo fattore di importanza? Poiché, senza personale qualificato e debitamente formato, è inutile, se non dannoso, introdurre macchinari di ultima generazione, con un elevato contenuto elettronico e che richiedono anche un certo livello di competenze IT (Information Technology).
Dunque, tecnologia sì, ma proporzionata alle proprie necessità e alle competenze degli utilizzatori, e selezionata affidandosi a professionisti che non si limitano a fare una vendita ma che sappiano consigliarci, formare il nostro personale e fornirci assistenza post-vendita.
3-Dati: siamo nell’era dei dati, non si parla che di dati, abbiamo macchinari interconnessi che producono sempre più dati anche grazie alle innovazioni dell’ Industria 4.0, eppure…eppure coloro che li utilizzano veramente per prendere decisioni sono pochissimi. Si dice che il vero oro del futuro saranno i dati ma sovente, quando ci viene richiesto di predisporre un impianto in ottica 4.0 è solo per ottenere il credito di imposta…raramente viene colto il vero vantaggio competitivo che si ha dalla digitalizzazione dei processi…anche a fronte di spiegazioni molto dettagliate. È provato che, anche nelle aziende più creative e con una “guida illuminata”, le decisioni chiave, in alcuni frangenti, possono essere prese correttamente solo in seguito ad un’attenta analisi ed interpretazione dei dati.
Algoritmi di produzione, intelligenza artificiale, manutenzione predittiva sono solo alcune aree in cui i dati sono utilizzati e che permettono di anticipare o almeno rispondere immediatamente a dei mutamenti di condizioni.
Non sono un fanatico del far fare tutto alle macchine, anzi credo che la creatività dell’essere umano sia ancora un plus non replicabile (almeno per il momento), ma la creatività per potersi esprimere al meglio (ovvero consentire la creazione di valore) deve essere coadiuvata da sistemi che consentano di prendere in modo razionale le migliori decisioni possibili. È anche una questione di abitudini, certamente…è difficile cambiarle se si è sempre fatto così. Ma in un momento come questo, dove varie emergenze si sono sommate, sconvolgendo i mercati e rendendo difficile il raggiungimento di performance ottimali, ha più senso lamentarsi o provare a cambiare abitudini?
E, ferme restando le difficoltà nel reperire manodopera qualificata, è ancora accettabile il fatto di non lavorare per migliorare quella che abbiamo in casa?
Come ogni anno, ad agosto ci schiariremo le idee e torneremo a settembre.
Buone vacanze!